Informazione e Social-Crazia

POLITICA, INFORMAZIONE, INTERNET

L’ascesa dei media elettronici, come strumento di formazione autonoma del consenso popolare verso i governi, ha messo in crisi il modello dei rapporti tra potere politico e mezzi di comunicazione di massa tradizionali (TV e stampa).

Il modello decentrato di internet, e dei social ospitati da internet, ha posto in crisi l’informazione centralizzata per le masse e la loro manipolazione propagandistica partito-centrica.

Il ruolo attivo del commento politico sui social determina un accrescimento e sedimentazione (in forma magmatica, come nei blog) del consenso e del dissenso, che rende gli elettori sempre più critici, consapevoli e determinati ad informarsi su ogni aspetto della veracità, veridicità, verosimiglianza e, infine, verità delle affermazioni dei politici.

Nè il modello de-centrato di internet si presta ad essere, con la magmaticità multidirezionale e trans-classista della provenienza dei messaggi scambiati al suo interno, a permettere una catalogazione politica, partitica, “di parte” delle onde di consenso o dissenso politico.

E’ come se il politico tradizionale avesse perso sia la zona franca dell’informazione di regime, di partito o propagandistica, come occasione per mentire e costituire una “post-verità”, – sia il volto politico dell’avversario  ammesso a contraddire le sue verità o menzogne.

 

ESEMPIO DI DISSENSO E INTERNET: MACRON

Emmanuel Macron e Edouard Philippe, il suo primo ministro, hanno concordato nella settimana centrale dell’Ottobre 2018 un incontro per dare un ultimo tocco alla costituzione della nuova squadra governativa. Il nome del prossimo ministro dell’Interno sarebbe stato al centro dell’incontro, anche a causa di alcun divergenze tra i due capi dell’esecutivo.

Sono poi trascorsi undici giorni dalle dimissioni del ministro dell’Interno Gerard Collomb e mentre i negoziati proseguivano dal 13 ottobre, senza fumata bianca all’orizzonte, le fonti più vicine all’Eliseo prevedevano un possibile annuncio nella settimana centrale di ottobre.

Venerdì 12 ottobre, alla fine del vertice “ Francofonia in Armenia”, Emmanuel Macron aveva difeso la sua decisione di prendere tempo sul processo di rimpasto, negando che nell’esecutivo fosse in corso un qualsiasi “braccio di ferro”. Il rimpasto “è importante, è un impegno, e quindi occorre fare le cose con metodo, al giusto ritmo (…) in modo professionale“, aveva detto il presidente in un intervista rilasciata a France 24 e a RFI, intervenuti con i loro operatori al summit armeno.

L’Eliseo aveva di seguito negato ogni “accanimento” sulla scelta di profili adeguati tra Emmanuel Macron e il Primo Ministro Edouard Philippe, ma la presidenza aveva riconosciuto quanto meno l’esistenza di una “discussione” tra i due personaggi politici, confermando che entrambi avevano già posto il veto su alcuni esponenti politici.
Mentre si parlava anche di un generale e più ampio rimpasto, anziché di una semplice sostituzione di Gerard Collomb, la scelta del futuro ministro dell’Interno rimaneva al centro dei negoziati.

La stampa attribuiva a Edouard Philippe l’intenzione di nominare un tandem composto da Gérald Darmanin e Frédéric Péchenard, entrambi amici di Nicolas Sarkozy, piuttosto che un politico fedele al presidente Macron, come Christophe Castaner.
Il rimpasto secondo alcuni doveva comunque mantenere l’equilibrio tipico del macronismo, tra personalità di sinistra, centro e destra.

[Fonte http://www.latribune.f, ediz. 13.10.2018, Notizia tradotta dal francese, dallo studio SMAF & Associati: http://www.smaf-legal.com, Avv. Francesco Misuraca, tel.02.00615017]

Link: https://www.latribune.fr/economie/france/remaniement-le-nouveau-gouvernement-pourrait-etre-annonce-lundi-793880.html

 

APATIA DEI MEDIA E DISSENSO

E’ veramente degno di nota che l’attesa per questo processo di rimpasto è stata  accompagnata da una certa stanchezza, in Francia e all’estero, dei media tradizionali (TV e stampa).

Richard Werly, corrispondente di Parigi del quotidiano svizzero Le Temps, evidenziava in un forum una vera e propria fuga generalizzata dei media attorno a questo rimpasto, che dimostrava il disinteresse anche dei lettori ed “elettori”, cioè il rischio di una “disconnessione generale degli elettori” da Macron.

La vicenda si è conclusa, nel silenzio più totale di questi media, con la nomina di Castaner.

Come spiegare che il rimpasto, terminato con la nomina di Castaner, ha visto una vera e propria “fuga generalizzata dei media” attorno alla notizia?

 

CONGETTURA: DEMOCRAZIA DECENTRATA E A-PARTITICA

Come si spiega il disinteresse anche dei lettori ed “elettori”, se non congetturando l’esistenza di un autonomo mondo di commenti politici, sui social e su internet, al quale è seguita una “disconnessione generale degli elettori” da Macron e un conseguente disinteresse dei media centralizzati (TV e stampa), che hanno avvertito la non “pubblicabilità” di notizie verso le quali l’internet repubblicano francese era ormai del tutto disinteressato?

Proponiamo un nome per questo nuovo rapporto tra democrazia decentrata e apartitica, politica e informazione: SOCIAL-CRAZIA, o il primato della società civile sulla politica.