Fisica Sociale

 

 

 

LA FISICA SOCIALE “IMPOSSIBILE” DI SAINT-SIMON

Henri de Saint-Simon, nelle Lettere di un abitante dì Ginevra esibisce il il tipo di metodo che nelle scienze sociali non permette alcun esperimento, anche olistico (l’esperimento sociale sarà sempre olistico, dato che nessun osservatore è posto fuori da una “società” e dato che un laboratorio delle scienze sociali, tale da separare l’osservatore dai fenomeni o dalle ipotetiche “forze di attrito” che nascondono i fenomeni puri e semplici, idealmente privi di complessità, è impossibile).

Il metodo impiegato da Saint-Simon consiste nel (i) ricorso a teorie prive di formalizzazione matematico-logica (la teoria è solo discorsiva) e nella (ii) manifestazione di un dubbio metodico in merito alla possibilità di un metodo delle scienze sociali.

La sua fisica sociale è una “fisica impossibile”; (i) dapprima avverte dell’impossibilità di una logica demarcazione tra macro-formazioni sociali (stato) e micro-formazioni (famiglie e individui) e loro interessi, (ii) dall’altro ci avverte che i governanti sono solo oggetto di stima emotiva, ma che non vi sarà mai alcuna scienza di una tale stima, per l’argomento (i) di cui sopra (non si può distinguere p.e. tra la stima che i sudditi riversano per interesse privato sui governanti da quella per un supposto interesse pubblico, cioè per l’interesse che, come avrebbe detto Mill, potrebbe nutrire uno “spettatore imparziale” ), ma anche (iii) perchè solo le scienze (naturali) sono oggetto di cura da parte di tutti e di avanzamento (Saint-Simon sembra sostenere che le uniche scienze coltivate o degne di esserlo siano quelle naturali). Questa tesi è ricavabile dal passo in grassetto della sottostante citazione integrale dall’autore.

 

LA FISICA SOCIALE “POSSIBILE”: CONGETTURA 

Solo per negazione argomentativa, Saint-Simon permette di congetturare che i caratteri di una scienza sociologica futura consisteranno:

(i) nel godere di una logica della demarcazioni “dolci o sfumate” (p.e. tipiche della logica fuzzy o di altra logica multivalore o comunque complessa e paraconsistente) tra macro-formazioni sociali (stato) e micro-formazioni (famiglie e individui) e loro interessi,

(ii) dall’altro, nel godere di misure matematiche del gradimento emotivo verso i governanti, che impieghino le logiche complesse e multivalori di cui sopra, per cogliere e misurare i “modi” ponderati e ponderabili dei vettori emotivi del consenso,

(iii) infine, nel godere, come le scienze naturali, di adeguata cura e sostegno dal budget statale o privato, per realizzare adeguati centri di ricerca.

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…TESTO IN CITAZIONE

“Uno scienziato, amici miei, è un individuo che sa prevedere; appunto perché offre i mezzi per prevedere l’avvenire la scienza è utile e gli scienziati sono superiori a tutti gli altri uomini. La totalità dei fenomeni, di cui abbiamo conoscenza, è stata suddivisa in varie classi, conformemente a diversi sistemi, uno dei quali è il seguente: fenomeni astronomici, fisici, chimici, fisiologici. Chiunque sceglie di dedicarsi allo studio delle scienze dà importanza a una di queste suddivisioni. Voi conoscete alcune fra le predizioni che gli astronomi fanno e sapete anche che essi annunciano le eclissi; tuttavia ne fanno una quantità di altre di cui vi disinteressate e sulle quali io non cercherò di intrattenervi; mi limiterò invece a dirvi due parole circa l’uso che di esse si fa: quanto siano utili lo sapete benissimo. La posizione rispettiva dei vari punti della terra è stata esattamente determinata grazie alle predizioni degli astronomi; e sempre grazie a esse abbiamo i mezzi per navigare nei mari più vasti. Alcune fra le predizioni dei chimici vi sono familiari. Un chimico vi dice che potrete ottenere la calce mediante una pietra, ma non mediante un’altra; e vi dice che mediante una certa quantità di ceneri, ricavata da una pianta di una data specie, laverete la vostra biancheria altrettanto bene che con una quantità assai maggiore, ricavata da una pianta appartenente a una specie diversa; vi dice che mischiando una certa sostanza con un’altra otterrete un prodotto dotato di una certa apparenza, fornito di una certa proprietà.

Il fisiologo, il quale si occupa dei fenomeni dei corpi organizzati, se, per esempio, siete ammalati, vi dice: Voi oggi provate i tali sintomi, e domani proverete questi altri.

Non crediate, però, che io voglia suggerirvi che gli scienziati possono prevedere tutto; niente affatto, essi non solo non possono, ma anzi, ne sono sicuro, riescono a prevedere con esattezza ben poche cose; però voi siete convinti quanto me che gli scienziati, ciascuno nel proprio campo, sono coloro che possono prevedere il maggior numero di cose; e di ciò non vi è dubbio, perché essi acquistano la reputazione di essere scienziati soltanto se le loro predizioni vengono verificate; oggi per lo meno le cose vanno in questo modo, ma nel passato era ben diverso. Perciò è necessario dare uno sguardo ai progressi compiuti dallo spirito umano; nonostante gli sforzi che vado compiendo per essere chiaro, non sono perfettamente sicuro di essere capito subito, alla prima lettura, ma, se vorrete riflettere un poco, finirete per riuscirvi.

 I primi fenomeni che l’uomo ha osservato con una certa continuità sono quelli astronomici; è ciò per l’ottimo motivo che sono anche più semplici. All’inizio dei suoi lavori nel campo dell’astronomia, l’uomo confondeva i fatti che osservava con quelli che immaginava, e questo guazzabuglio alquanto rudimentale, faceva le migliori combinazioni possibili al fine di soddisfare tutte le richieste di predizioni circa l’avvenire; in seguito egli si andò sbarazzando dei fatti creati dalla sua immaginazione e, dopo molto lavoro, finì per adottare un sistema sicuro di perfezionamento di questa scienza. Gli astronomi accettarono soltanto i fatti constatati dall’osservazione, scelsero il metodo che meglio li collegava, e da allora cessarono di far compiere passi falsi alla scienza. Ogniqualvolta viene presentato un nuovo sistema, prima di accoglierlo, essi verificano se collega i fatti meglio di quello che avevano adottato; se un fatto nuovo viene affermato, si assicurano, mediante l’osservazione, che realmente esista. L’epoca di cui parlo (la più memorabile nella storia del progresso dello spirito umano), è quella in cui gli astronomi cacciarono dalla loro società gli astrologi. Inoltre debbo farvi notare che da allora gli astronomi sono divenuti individui buoni, modesti, hanno rinunciato fingere di conoscere ciò che invece ignorano, mentre anche voi, da parte vostra, avete cessato di rivolger loro la richiesta impertinente di leggervi il destino negli astri.

I fenomeni chimici sono più complicati di quelli astronomici, e perciò l’uomo se ne occupò molto tempo dopo. Studiando la chimica esso è caduto negli stessi errori in cui cadde studiando l’astronomia; alla fine però i chimici riuscirono a sbarazzarsi degli alchimisti.

La fisiologia si trova tuttora nella situazione sfavorevole attraverso quale dovettero passare anche le scienze astronomiche e chimiche; fisiologi devono cacciare dalla loro società i filosofi, i moralisti e i metafisici, come già gli astronomi cacciarono gli astrologi, e i chimici gli alchimisti.

Noi, amici miei, siamo dei corpi organizzati; ed è appunto considerando come fenomeni fisiologici i nostri rapporti sociali che io ho ideato il progetto che vi presento, ed è attraverso considerazioni tratte dal sistema di cui mi servo per collegare i fatti fisiologici che vi dimostrerò che il progetto che vi presento è buono.

 Una lunga serie di osservazioni ha permesso di constatare come ogni uomo provi, a un grado più o meno elevato, il desiderio di dominare la totalità degli altri uomini. Ragionando, si vede chiaramente che ogni uomo che non sia isolato, si trova in una posizione attiva o passiva di predominio nei suoi rapporti con gli altri.

Voi stimate, e cioè accordate volontariamente una porzione di predominio nei vostri confronti a quegli individui i quali, secondo voi, fanno cose utili; e avete il torto, condiviso con tutta l’umanità, di non aver tracciato una linea di demarcazione abbastanza precisa fra le cose di un’utilità momentanea e quelle di una utilità duratura; tra quelle di interesse locale e quelle di interesse generale; tra quelle che procurano dei vantaggi a una parte dell’umanità, a scapito di tutti gli altri, e quelle che accrescono la felicità generale. Voi, infine, non vi rendete ancora ben conto che vi è un solo interesse comune a tutti gli uomini: quello del progresso delle scienze.

Il sindaco del vostro villaggio vi procura certi vantaggi sui paesi vicini? ed ecco che voi ne siete entusiasti e lo circondate di stima. Gli abitanti delle città manifestano in modo analogo il desiderio di esercitare la loro superiorità sulle città vicine; le province rivaleggiano fra loro e tra le nazioni scoppiano lotte, determinate dall’interesse particolare, cui viene dato il nome di guerre. Negli sforzi che tutte queste frazioni dell’umanità compiono, quale parte tende direttamente al bene generale? Una parte in verità assai esigua; e non è il caso di stupirsi, dal momento che l’umanità non ha ancora preso alcun provvedimento al fine di accordare collettivamente delle ricompense a coloro i quali riescono a compiere lavori di utilità generale.

 

(Henri de Saint-Simon, Lettere di un abitante dì Ginevra in Opere, Utet, Torino 1975)

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